Venezuela: 43 arrests on union march in Maracay

UPDATE –
http://libcom.org/news/venezuela-all-detainees-released-charges-dropped-following-union-march-maracay-13032010

Click here – http://libcom.org/news/venezuela-43-arrests-union-march-maracay-12032010

43 people have been arrested in a demonstration for labour and human rights and the return of collective contracts in the city of Maracay, Aragua state, Venezuela. Among the detained are three members of the human rights organisation, Provea, and  an editor of the anarchist newspaper El Libertario. Protests, please, to the Venezuelan Consul in London:
wsuarez@venezlon.co.uk

Strike! When Britain Went to War and “Ghost Dancers – The Miners’ Strike 1984-85” by David John Douglass. eBook £1.50 (see eBookshelf)

NEW FILM: STRIKE! When Britain Went To War — The 1984-85 Miners’ Strike (click the Films link)

Ghost Dancers
Ghost Dancers (Kindle edition)

Also, announcing GHOST DANCERS, the final volume in Dave Douglass’s mining trilogy, Stardust and Coaldust, published to coincide with the 25th anniversary of the end of the miners’ strike. A first-person, insider’s view, of, probably, the last generation of miners and their union. Following on Cameron’s description of ‘a broken Britain’ this book comes close to describing who broke it and how.

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Also available from the eBookshelf and Kobo  ; Check out other Christiebooks titles HERE

The definitive history of the great coal strike of 1984/85 and the background to it, this book explodes all the prevailing myths around that epic period, and corrects the inaccuracies in dozens of books previously penned by academics and journalists. Written by a participant at the sharp end of that struggle, it uniquely deals with the poststrike period, which hitherto no other writer has attempted to describe, nor any commentator understood. It portrays the efforts of the miners to stay in the ring and stay on their feet, in the run-up to the John Major assault in ’92/’93 and the last stand of the miners as a social force. The book reveals the harsh internal relations within the National Union of Mineworkers in the post-strike years, set against a backdrop and commentary on other world and domestic events like the Poll Tax, the Gulf War, and the Good Friday Agreement. Inevitably, it addresses the role of Arthur Scargill both during and after the strike — which in the author’s view displays two distinct and conflicting aspects of his leadership. However, Dave shows how the central role in both periods was that played by the miners themselves organised in their Union.  Dave has not sought to exclude those smaller, more personal aspects that intersect this trajectory and link the personal to the political, the major to the minor. Though it is not written in the style or with the pretensions of academic neutrality, this book will be an essential reference for any serious academic study in the future. The title of this work, Ghost Dancers, is inspired by the last stand of the Native American Indians in their efforts to retain their culture and dignity, and by the Durham Miners’ Gala as a mining equivalent of that same endeavour. The book records the last stand of the last generation of pitmen and their communities.

David Douglass is a long-standing and well-known  member of the National Union of Mineworkers in the Durham and Doncaster coalfields. He was a coalminer for 40-plus years and a branch official of the Union for 25 years, as well as a member of its Yorkshire Executive during its most testing and dynamic period. He remains a full member of the NUM and is still active in the internal affairs of the Union, as well as being one of its more public and well-known representatives and a published author and historian of the coal communities.

Ghost Dancers — The Miners’ Last GenerationDavid John Douglass (ISBN 978-1-873976-40-1) LOOK INSIDE

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Also available from the eBookshelf and Kobo  ; Check out other Christiebooks titles HERE
Available from Central Books Ltd, 99 Wallis Road, London E9 5LN. Tel: 0845 4589911 Fax: 0845 4589912

Rat with Two Legs


Paquita La Del Barrio (Francisca Viveros Barradas), a Mexican singer of rancheras  and other Mexican styles. Her songs, like this one, usually take a stance against Mexico’s sexist male culture. which has made her popular among female audiences – click the Films link above

A selection of new films …

MalaMilano  (1997 – Tonino Curagi e Anna Gorio)
Dalla liggera alla criminalità organizzata. Milano, inizio anni ’50, la guerra è ormai alle spalle, la ricostruzione avviata verso il boom economico. Ai margini di una contrapposizione di classe ancora ben definita, dei giovani di estrazione proletaria non accettano più le dinamiche delle conflittualità sociali dell’epoca. Non seguono più l’esempio della militanza politica, rifiutano la logica del lavoro salariato in fabbrica e si arrangiano come possono con piccoli furti rispettando però codici, regole e valori precisi. E’ una malavita un po’ romantica, molto legata al territorio e alla gente comune, figlia di una povertà vissuta dignitosamente, infatuata e sedotta però dalle figure cinematografiche francesi e americane che raccontano “il grande colpo che ti può risolvere la vita”. Su questo “milieu” l’esplodere del “boom economico” dei primi anni ’60 ha effetti dirompenti e sconvolgenti. I giovani malavitosi incominciano una gestione più redditizia degli affari con il controllo della prostituzione, delle bische e delle sale da gioco, con il moltiplicarsi delle rapine e soprattutto con lo sviluppo di un’organizzazione armata sempre più violenta. A ciò si deve aggiungere il progressivo inserimento di delinquenti di origine meridionale provenienti dal grande flusso migratorio di quegli anni, portatori di una pratica e di una cultura malavitosa differente. Dalla logica del bisogno si passa progressivamente alla logica del profitto. E’ un processo irreversibile e implacabile che all’inizio degli anni ’70 degenera verso una nuova criminalità sempre più feroce e mafiosa
Acto en recuerdo de Luis Andrés Edo
Sabado, 28 de Marzo de 2009. Cebtre Cultura Contemporania, Barcelona
En recuerdo de Luis Andrés Edo
Febrero 2010, Barcelona
Detour (2001 — G8 in Genova – Black Bloc) (Italian)
Film of the anti-capitalist riots at the 2001 G8 summit in Genoa, Italy, including footage of attack on Marassi prison, Genoa, Italy, 2001. “FINALMENTE “L’AREA BLACK BLOC ITALIANA” PRENDE LA PAROLA E FORNISCE IMMAGINI E INTERPRETAZIONE DI QUANTO SUCCESSE DURANTE LE MANIFESTAZIONI ANTI G8 DEL 2001 A GENOVA. UN FILM ECCEZIONALE…NON ADATTO AI DEBOLI DI CUORE!” (DDE CINE) “…tempo fa avevo tirato giù a mano un elenco di video sul G8, una valanga di titoli, una trentina come minimo (ma ne mancano ancora). fuori orario ha trasmesso molte ore di video sul G8…il più curioso di tutti è il video situazionista “Detour”…” (dalla rete) “Il miglior film su G8-Genova: ha una tesi e la dimostra” (dalla rete)
A Forza Di Essere Vento. Lo sterminio nazista degli Zingari
Seven short films (in Italian) produced by Revista “A” on the Nazi (and others) persecution of the Gypsies (Zingari): Revista “A”’s homage to Fabrizio De André: ‘un Fabrizio apparentemente sempre più lontano, ora che non abbiamo più né discorse né canzoni ne immagini sue da riproporre. In realta si tratta di un Fabrizio ben presente, perché il soggetto che abbiamo scelto sono gli Zingari, un popolo a lui caro anche perche dai più , dalla maggioranza, odiato e criminalizzato. Di quel popoplo Fabrizio si è occupato con simpatia e profonda conoscenza in un sola canzone, realizzata con Ivano Fossati, eseguita con Don Ghezzi, sotto la direzione artistica di Piero Milesi. Una canzone, una sola poesia, che resta un omaggio struggente alla misconosciuta dignità dei Rom e dei Sinti. Della lunga e sofferta storia di questo popolo nomade abbiamo scelto la pagina più tragica: lo sterminio da parte nazisti. DVD + Libretto available from Editrice A – arivista@tin.it
http://www.arivista.org

1. Hai mai avuto un amico zingaro? (Moni Ovadia)
2. Zigeunerlager (Intervista a Marceloo Pezzetti sul ‘campo nel campo’)
3. Porrajmos (Documentario del’Opera Nomadi sulle persecuzioni da parte dei fascisti deil nazisti e deglo ustascia e sui drammi attuali
4. Hugo (La testimonianza del sinto tedesco Hugo Hollenreimer, torturato da Josef Mengele)
5. Senza confinim senza barriere (Canzioni zingare e yiddish con Moni Ovadia e i Taraf da Metropulitana)
6. Un rom italiano ad Auschwitz (Intervista a Mirko Levak)
7. Porrajmos, Lettura e spettacolo (Una serata multimediale sullo sterminio zingaro)

A feast of Italian cinema (see FILMS)

Ten new films – click the Films link


S’era tutti sovversivi – a Franco Serantini


Un’idea esagerata di liberta’ Anarchici oggi (Anarchists today – an exaggerated idea of freedom – in Italian)
Trattato tramite introduzioni storiche e filosofiche scritte e “recitate” da noi stessi, ed intervallate da interviste ad esponenti dei circoli anarchici di Carrara, e da persone incontrate per strada.


‘Mamma dammi la benza – A Come Anarchia’ (1976 – Angelo Rastelli Film)

Italian Punk Rock –1977-1982. Tre puntate che si occuperanno dei pionieri, di tutti coloro che tra il ’77 e l’82 si sono sentiti punk nell’Italia violenta, fragile e confusa di quegli anni. A modo loro, anche solo bucandosi la guancia con uno spillone o imbrattando una cabina telefonica. Perché anche questa è storia.


Parco Lambri 1976 (Nudo verso La Follia)

Nelle giornate del 26, 27 e 28 giugno del 1976 si svolge al Parco Lambro di Milano la VI Festa del Proletariato Giovanile, organizzata dalla rivista Re Nudo. Un film sempre diverso, naturalmente, che è soprattutto il tentativo di rileggere, riproporre e reinterpretare il lavoro realizzato dal collettivo di videoteppisti (questo è il nome che si erano dati) che insieme ad Alberto Grifi aveva ripreso nel 1976 le giornate del Festival; un’analisi a ritroso per riscoprire una macchina-cinema complessa come quella messa in piedi negli anni Sessanta e Settanta da Grifi: appropriazione e riuso del già fatto, processo artistico come montaggio, opposizione all’autorità della sceneggiatura e della regia; uno sguardo radicale e d’avanguardia, curioso e inquieto, che è riuscito più di altri ad avvicinarsi e a raccontare le lotte e le trasformazioni di quegli anni, proprio perché viste e vissute dall’interno.


Nella città perduta di Sarzana: (1980 – Luigi Faccini)
El luglio del 1921 una spedizione armata di 600 fascisti, guidati da Amerigo Dumini, raggiunge Sarzana (La Spezia) per liberare Renato Ricci e per dare una lezione alla cittadina “rossa”. La spedizione è respinta dalla forza pubblica (Carabinieri) e dalla popolazione, organizzata in formazioni paramilitari, compresi gli Arditi del Popolo. Rimangono uccisi tredici fascisti, diciotto secondo altre fonti. La struttura narrativa del film – esposto alla Mostra di Venezia 1980 e mandato in onda dalla RAI, che l’aveva prodotto, il 22-8-1981 – segue l’itinerario dell’ispettore generale Trani (Graziosi), plenipotenziario di Ivanoe Bonomi, capo del governo e ministro degli Interni, nel ricostruire l’accaduto e nel ricercarne cause e responsabilità in modo da offrire al suo superiore lo strumento politico per disarmare i fascisti su tutto il territorio nazionale. L’aggettivo “perduta” del titolo allude alla tesi di fondo: Sarzana fu un’occasione perduta per la democrazia italiana e, in particolare, per la sinistra: il 23 luglio 1921, due giorni dopo i fatti, i socialisti votano contro il programma di Bonomi che ottiene egualmente la maggioranza con i voti della destra; il 3 agosto il Partito socialista stipula con quello fascista un patto di pacificazione che, in pratica, lascia la sinistra italiana in balia del fascismo armato.


Piazza Fontana – 12 December 1969 – 2 anni dopo (1972 – Pier Paulo Passolini)
“Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Sembra solo la storia di una strage quella provocata dalla bomba che il 12 dicembre 1969 uccise a Milano diciassette persone. In realtà è la storia d’Italia degli ultimi quarant’anni. I personaggi e gli interpreti, i protagonisti e le comparse della parabola giudiziaria e politica di piazza Fontana sono in gran parte gli stessi che dalla fine degli anni ’70 ad oggi ricorrono nelle alterne vicende italiane. Terroristi neri, agenti segreti, ministri, parlamentari, giudici, avvocati, testimoni e imputati, pentiti e irriducibili.  Fu un’intesa politica siglata il 23 dicembre 1969 tra il ministro degli Esteri, Aldo Moro, e il Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, a impedire che si arrivasse in breve tempo ai responsabili della strage di piazza Fontana. Dietro quell’intesa la necessità di tutelare “Il Segreto della Repubblica”, cioè il tentativo di golpe istituzionale, messo in atto con il sostegno degli americani e duramente osteggiato dall’intelligence inglese.


Rumore di Fondo Storie di semplici resistente  (2005 – Marco Carraro e Paolo Cognetti )
Prodotto da Coordinamento sezioni ANPI zona 4 Milano e Dropout Officina dell’immagine in occasione del 60° della Liberazion e Milano, oggi. Un giovane universitario e frequentatore di un centro sociale, spinto da una scarsa conoscenza e da un vago bisogno, decide di incontrare un vecchio partigiano e di trascorrere con lui alcune giornate. Quella che era una remota eco incomprensibile, riaffiorante di tanto in tanto da sparse e diverse fonti, gli si precisa e concretizza via via, attraverso le parole semplici e quasi dimesse del vecchio, in fatti, persone e luoghi. La città resta anonima e scostante, la gente indifferente e neutra, ma l’acquisita consapevolezza di eventi lontani e tragici gliela restituisce a un tempo più sua e pervasa di un’umanità capace di inaspettati palpiti di vita. La vicenda della Resistenza partigiana e della Liberazione come senso di appartenenza, una presenza che accompagna le nuove generazioni come un
rumore di fondo, la memoria che indugia, invita all’ascolto.


Il Filo della memoria Giuseppe Pinelli – Dedicato a Pinelli (1970 – Guido Albonetti)
Ideato dal “Comitato cineasti contro la repressione” (che radunava un gruppo di registi appartenenti alle associazioni di categoria ANAC e AACI), il film fu realizzato in reazione alla morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli deceduto in la Questura di Milano il 15 dicembre 1969 .


Un grido attaccato al muro
Un grido attaccato al muro è la definizione che fu data dai disegnatori ai manifesti della rivoluzione spagnola del 1936-39. Questo lavoro mette in mostra molte decine di manifesti, raggruppati per tema, uniti a spezzoni di filmati dell’epoca, con brani musicali di ieri e di oggi ed un breve commento scritto in italiano.
Il lavoro è stato fatto in occasione del 70° anniversario a cura dell’Archivio storico degli anarchici siciliani.


Gli anarchici nella resistenza (Documentario sul ruolo degli anarchici nella resistenza al fascismo)
Quando nella primavera del 1945 l’insurrezione dilaga in tutto il Nord Italia, gli anarchici, già protagonisti nei primi anni Venti della resistenza popolare a uno squadrismo che sta per farsi regime, poi del confino, dell’esilio e della rivoluzione spagnola, sono ancora una volta armi in pugno contro il fascismo. Dopo l’8 settembre 1943 in tutto il centro-nord si costituiscono le prime bande, poi diventate formazioni autonome in alcune aree o parte integrante delle organizzazioni partigiane costituite dalle varie forze antifasciste